PROMETEO
Prometeo è uno pseudonimo. Tutto il resto è vero.
Non scrivo con una maschera per nascondermi, ma per una ragione più semplice: voglio che le idee vengano giudicate per quello che sono, non per il nome che le firma. Viviamo in un tempo in cui tutto viene svelato prima ancora di accadere, qui ho scelto il contrario. Prima le cose, poi, forse, il nome.
_Da dove vengo
Ho passato più di trent’anni dentro la complessità. Non quella studiata nei libri: quella vera, che si muove ogni giorno attraverso i confini: merci, regole, persone, imprevisti. Ho lavorato nei mercati internazionali, dentro grandi organizzazioni e accanto a quelle piccole, e ho imparato una cosa che nessun manuale insegna fino in fondo: i sistemi non falliscono quasi mai per mancanza di risorse, falliscono perché nessuno li vede per intero.
È lì che è nata la domanda che attraversa tutto questo progetto: perché continuiamo a governare un mondo interconnesso e complesso con strumenti pensati per un mondo lineare e semplice, che non esiste più?
_Perché scrivo
Non scrivo per informare, di informazione ne abbiamo troppa, non troppo poca. Scrivo per capire, e per condividere il capire con chi porta responsabilità: nelle aziende, nelle organizzazioni, nelle proprie scelte.
ARCADIA non insegue l’attualità, cerca le strutture profonde: come si muove il potere, come funzionano, e disfunzionano, le organizzazioni, cosa si sta rompendo nei sistemi che abitiamo, e cosa resta dell’essere umano dentro tutto questo.
Non sono neutrale, ho una visione, e la difendo con argomenti, non con ideologia. Chi legge non troverà risposte confezionate: troverà mappe.
Perché conoscere il mondo è il primo atto di libertà.